Le menti dietro al filo
Chi c’è dietro a Filogico? Un gruppo che non si accontenta della superficie. Esperienza, divulgazione, logica, tecnologia e una sola ossessione comune: distinguere ciò che è reale da ciò che è soltanto ripetuto abbastanza da sembrare vero.
Il Timoniere
Claudio Michelizza
Claudio è, prima di tutto, Claudio: un po’ cla, un po’ dio. Fondatore dei Reality Miners, da anni scava nel rumore dell’informazione per riportare alla luce i fatti. In un ecosistema dominato da algoritmi e contenuti generati a raffica, il suo lavoro è insegnare a riconoscere il vero e a smontare gli automatismi che alimentano l’analfabetismo funzionale. Filogico è anche questo: un progetto per restituire alle persone gli strumenti per leggere, capire e verificare la realtà.
Il Divulgatore Visivo
Mattia Grandi
Mattia porta nel progetto la capacità rara di trasformare concetti complessi in immagini, parole e contenuti che arrivano davvero. Il suo ruolo non è semplificare banalizzando, ma rendere leggibile ciò che spesso viene percepito come troppo tecnico, troppo astratto o troppo distante. Quando un ragionamento finalmente si accende nella testa di chi guarda, molto spesso c’è il suo tocco.
L’Architetto della Comunicazione
Stefano Giolo
Esperto di IA e comunicazione digitale, Stefano costruisce i ponti tra la trasformazione tecnologica e il pubblico. Il suo compito è rendere visibili i meccanismi: spiegare come il digitale cambia il nostro modo di informarci, di interpretare i contenuti e perfino di formare giudizi. In Filogico aiuta a dare forma a una domanda decisiva: come si resta lucidi in un mondo progettato per farci reagire prima di capire?
L’Enigma della Logica
Il Gabroide
Di lui conta soprattutto questo: quando entra in gioco, i dettagli iniziano a parlare. Le sue analisi, i suoi file e il suo approccio rappresentano l’anima più silenziosa e implacabile del progetto. È la dimostrazione che nella verifica conta meno la firma e molto di più la solidità del ragionamento.
L’Esploratrice delle Crepe
Anna Chiara
Classe 1986, Anna Chiara lavora in quel punto sottile in cui il racconto incontra il dubbio. Cinema, crime, cronaca e viaggi storti sono le sue materie vive: mondi diversi, tenuti insieme dallo stesso istinto per i dettagli che sfuggono e per le crepe dentro le versioni troppo semplici. Madre, thriller dipendente, con la musica come sottofondo costante, porta nella scrittura uno sguardo che non addomestica la realtà, ma la interroga.
Il Decostruzionista
Fabio Verrecchia
Fabio si muove tra narrazione e analisi con un approccio che non si ferma alla superficie. Il suo lavoro consiste nello smontare le storie, isolare i passaggi chiave e ricostruirli in modo comprensibile, senza perdere complessità. Che si tratti di cronaca, contenuti culturali o dinamiche comunicative, il suo contributo sta nel riportare ordine dove il racconto tende a confondere, rendendo leggibili i meccanismi che spesso restano impliciti.